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    Ricerca

    ll Dipartimento di Medicina di Precisione dell'Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli si suddivide in diverse Aree scientifiche e funzionali (“Work packages”) ed è dislocato territorialmente su tre poli, S. Andrea delle Dame, Cappella Cangiani e “Vecchio Policlinico”. Questi tre poli rappresentano le tre “anime” del Dipartimento: la Ricerca di base, la Medicina specialistica e la Diagnostica per Immagini. Afferiscono al Dipartimento i Settori scientifico/disciplinari:
    Biochimica generale e clinica (BIO/10 e BIO/12)
    Fisiologia e Biofisica (BIO/09)
    Genetica Medica (MED/03)
    Patologia Generale e Clinica, MED/04 e MED/05)
    Oncologia medica e Ematologia (MED/06 e MED/15)
    Gastroenterologia (MED/12)
    Reumatologia (MED/16)
    Diagnostica per immagini e radioterapia (MED/36)
    Neuroradiologia (MED/37)

    Le aree di Biochimica e di Fisiologia, strettamente correlate tra di loro da un punto di vista di scientifico, sono storicamente rivolte allo studio di strutture di macromolecole d’interesse biologico (e in particolare delle proteine) e alla loro relazione con la funzione in ambito cellulare. Questo interesse si è ampiamente correlato anche con la Biofisica in termini di studio dei parametri biofisici delle macromolecole. A questo aspetto dell’attività scientifica di quest’area si è affiancato, nel tempo, quello dello studio dei meccanismi di regolazione della proliferazione cellulare nell’ambito di patologie infiammatorie e neoplastiche con particolare interesse alla caratterizzazione delle vie di trasduzione del segnale ed alla loro correlazione con i meccanismi di morte cellulare. Risultati di particolare rilievo sono derivati dagli studi sulle proteine regolatrici del ciclo cellulare (p27, p57) e dell’apoptosi e sulla loro interazione con vie di trasduzione del segnale. Di particolare interesse sono anche gli studi sul ruolo dei micro-RNA nella progressione neoplastica e sullo sviluppo di nuove strategie di veicolazione di farmaci e acidi nucleici per il trattamento di neoplasie umane grazie alle nanotecnologie. Un ulteriore tema di studio dell’area di Biochimica e Biofisica è l’individuazione di nuovi bio-marcatori circolanti utili per la diagnosi e la prognosi di patologie neoplastiche umane.
    Il campo di Ricerca delle aree di Genetica medica e di Patologia generale e clinica comprende lo studio dei meccanismi di patogenesi e l’identificazione molecolare e cellulare delle vie di trasduzione dei segnali cellulari in ambito fisiopatologico.
    In particolare, l’attività del gruppo di Genetica medica è prevalentemente focalizzata, con un ruolo più che rilevante in campo nazionale, sullo studio delle “malattie rare”.  Il gruppo ha una tradizione pluridecennale nello studio delle alterazioni genetiche nelle distrofie muscolari, che ha condotto a osservazioni di assoluto rilievo, pubblicate sulle più importanti riviste internazionali e all’identificazione di diversi ”geni malattia”.
    Gli interessi dei gruppi di Patologia generale e clinica si concentrano sullo studio dei recettori nucleari (in particolare, i recettori degli estrogeni, degli androgeni e dell’acido retinoico), sul loro meccanismo di trasduzione del segnale e il loro ruolo nei tumori umani ormono-dipendenti.  Particolarmente interessanti sono, inoltre, gli studi sulle alterazioni genetiche ed epigenetiche nei tumori e nelle leucemie, nelle patologie neurodegenerative e cardiovascolari, e nell’identificazione e caratterizzazione di modulatori epigenetici con potenziale impatto preventivo e terapeutico.  Questi temi sono affrontati sia con tecnologie standard sia con metodi intensivi (“High-Troughput, HTS”) in modo da poter valutare sperimentalmente le alterazioni o regolazioni genomiche ed epigenomiche su larga scala in un tempo ristretto grazie ad apparecchiature di nuova generazione e strumentazioni automatizzate. I principali campi di applicazione di queste biotecnologie sono la “drug discovery”, l’analisi proteomica, lo studio delle interazioni fra molecole e la chromatin IP, la genomica, e l’epigenomica. In questa prospettiva, l’Area di Patologia generale ha tra i suoi obiettivi fondamentali il trasferimento tecnologico della propria Ricerca, che può essere raggiunto rendendola accessibile e utilizzabile per la trasformazione dei dati sperimentali in “prodotti” con fine biomedico. A tale scopo, infatti, da anni quest’Area si adopera per facilitare la messa a punto di brevetti nel campo biomedico e la creazione di Spin-Off, come Epi-C (www.epi-c.com), che ha sede presso il Dipartimento. Se l’interesse scientifico di base è fondamentale per ampliare le idee di ricerca e gli interessi dei Ricercatori, l’uso attuativo delle conoscenze che ne derivano per la messa a punto di kit e prodotti con potenziale valore economico, rappresenta un modo per rendere economicamente indipendenti i Gruppi di ricerca coinvolti e più visibile l’intero dipartimento nella scena intra- ed extra-universitaria, nell’ambito imprenditoriale e internazionale.
    L’Area di Oncologia Medica ed Ematologia, è attrezzata per la pratica clinica di routine, nonché per la ricerca clinica di studi sperimentali in fase iniziale a studi di fase III. Il Gruppo di ricerca in Oncologia si occupa dello studio dei meccanismi di sviluppo, progressione ed evoluzione delle principali neoplasie solide dell’adulto, con l’obiettivo principale di contribuire a ideare, a sperimentare e a validare nella pratica clinica nuovi approcci diagnostici e terapeutici nell’ambito della Medicina di Precisione in Oncologia. In particolare, il Gruppo di ricerca ha una serie di progetti scientifici, che sono svolti in ambito preclinico in sistemi cellulari in vitro (linee tumorali), in culture tumorali primarie in fase tridimensionale (organoidi) e in animali da laboratorio (topi immunodeficienti), per lo studio dei meccanismi molecolari che regolano la sensibilità e la resistenza delle cellule neoplastiche a selettive terapie a bersaglio molecolare. In particolare, il gruppo ha acquisito un’esperienza e una visibilità di livello internazionale nello studio dei meccanismi di sensibilità e di resistenza ai farmaci diretti contro alcuni recettori per fattori di crescita (EGFR, HER2) o contro meccanismi di controllo dell’angiogenesi in tumori del tratto gastro enterico (colon-retto; stomaco), in tumori del polmone e della pleura, in tumori della mammella, nel melanoma maligno. Il gruppo di ricerca ha anche un consolidato programma di sperimentazioni cliniche in Oncologia con diversi studi attivi di fase I, II e III rivolti allo sviluppo clinico e alla validazione terapeutica di numerosi farmaci a bersaglio molecolare, tra cui farmaci anti-EGFR, anti-HER2, anti-MEK, anti-angiogenesi, e, più recentemente, farmaci che riattivano la risposta immune antitumorale (anticorpi anti-PD1 e anti-PDL1). Infine, per alcuni di questi studi il gruppo di Oncologia è promotore di ricerca clinica indipendente, come nel caso dei programmi di ricerca CAPRI, RAVELLO, VELO, CAVE Colon nel cancro del colon-retto metastatico, e di TORCH, METAL, CAVE Lung nel cancro del polmone metastatico.
    L’attività di Ricerca dell’Area di Gastroenterologia comprende sia studi di laboratorio che studi clinici. Per quanto riguarda la Ricerca di laboratorio il gruppo di Gastroenterologia si avvale di linee cellulari di epatocarcinoma (Hep G2), di stomaco (MKN-28 e AGS) e di colon (HT-29, Caco-2, COLO, LOVO, HCT 116) e di colture “ex vivo” da biopsie di fegato, stomaco e colon.  In questi sistemi gli studi di quest’Area sono focalizzati sul ruolo del recettore dell’urotensina II in pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali e la valutazione di antagonisti del recettore sul loro possibile ruolo antinfiammatorio sull’effetto di sostanze naturali, come l’estratto polifenolico di mela annurca (APE) e dell’olio di oliva nella terapia del cancro del colon retto (questi studi sono anche condotti i modelli animali) e della silibina e della curcumina sulla proliferazione cellulare, sullo stress ossidativo e sul metabolismo degli estrogeni in seguito ad esposizione cellulare al bisfenolo A.  Ulteriori studi riguardano l’analisi dell’espressione di alcuni recettori tirosin-chinasici e dei livelli sierici di osteoprotegerina nelle malattie infiammatorie croniche intestinali, come AXL  E’, inoltre, allo studio un modello per la diagnosi e l’influenza di vari agenti sulle patologie da “Leaky Gut” (aumentata permeabilità intestinale)
    Gli studi clinici sono focalizzati sulla fisiopatologia e terapia del fegato grasso (NAFLD) e il profilo lipidomico epatico del paziente affetto da NAFLD, sui nuovi farmaci per l’epatite C, e sulla fisiopatologia, diagnosi e terapia della cirrosi epatica con particolare riguardo all’encefalopatia porto-sistemica (EPS) e agli aspetti nutrizionali del paziente gastroenterologico ed epatopatico.  Sono, inoltre, in corso studi sulla migliore strategia terapeutica per l’eradicazione dell’Helicobacter pylori e l’analisi valutativa e comparativa di fenotipo e genotipo nella intolleranza al lattosio
    I trials clinici attualmente attivi riguardano malattia diverticolare e rifaximina in formulazione mmx; valutazione di rifaximina e mesalazina nella malattia diverticolare; malattie infiammatorie croniche intestinali e nuovi farmaci biotecnologici (vedolizumab in rettocolite ulcerosa e anti-SMAD7 in malattia di Crohn); trial clinici nazionali ed internazionali sono in corso per la valutazione di nuovi farmaci per la steatosi epatica; valutazione delle cellule staminali nella malattia di Crohn perianale.
    Gli obiettivi di Ricerca dell’Area di Reumatologia sono rappresentati dall’analisi di marcatori predittivi di evoluzione in malattia autoimmune sistemica maggiore in pazienti con connettiviti indifferenziate e dei marcatori predittivi di eventi cardiovascolari in pazienti di Lupus Sistemico e Artrite Reumatoide. Questo studio è integrato dall’indagine dell’influenza sulla loro incidenza da parte di fattori demografici, di fattori di rischio tradizionali e malattia-correlati e sul ruolo protettivo di antiaggreganti piastrinici.  Gli studi dell’Unità di Reumatologia comprendono, inoltre, l’analisi, in pazienti di Artrite Reumatoide, dell’efficacia di terapie identificate, in base ad aspetti demografici, sierologici e correlati allo stadio della malattia, alla luce di evidenze emerse da trial randomizzati controllati e studi osservazionali.
     Nell’ambito della Diagnostica per Immagini l’Area di Neuro-radiologia ha raggiunto risultati di grande rilievo nel campo delle malattie neurodegenerative con gli studi comparativi RM in pazienti con declino cognitivo lieve, micro-bleed e spazi peri-vascolari di Virchow-Robin dilatati e delle alterazioni RM morfo-strutturali cerebrali e della connettività neuronale in pazienti affetti da patologie della sostanza bianca, da disturbi del movimento e da patologie degenerative dementigene, mediante magnete ad alto campo (3T). L’Unità di Neuro-radiologia partecipa, inoltre, a uno studio multicentrico randomizzato per la valutazione dell’efficacia dell’immunoterapia (aducanumab) nei soggetti con malattia di Alzheimer in fase “early”. È anche attivo uno studio multicentrico internazionale di fase III in pazienti affetti da Sclerosi Multipla per sperimentazione farmaci “disease modifying therapy” di nuova generazione.  Il ruolo della Neuroradiologia nella diagnostica oncologica è evidente in uno studio prospettico longitudinale multicentrico della valutazione della risposta biochimica e radiologica e il valore predittivo della RM nella risposta alla terapia farmacologica dei pazienti con adenomi GH secernenti e ACTH secernenti e uno studio longitudinale in pazienti affetti da NF1 per la valutazione delle lesioni midollari, delle vascolopatie e delle evoluzioni maligne dei neurofibromi. Un aspetto peculiare dell’attività della Neuroradiologia sono gli studi degli effetti di farmaci di nuova generazione sulle isole di eritropoiesi ectopica e delle correlazioni tra alterazioni RM cerebrali morfologiche e strutturali in pazienti affetti da talassemia intermedia.

     

     

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